Differenza tra classe 1 e 2 calze a compressione graduata
Capire la differenza tra classe 1 e classe 2 delle calze a compressione è il primo passo per scegliere uno strumento terapeutico davvero utile. Quando si parla di calze elastiche, infatti, non conta solo il modello: conta soprattutto il grado di compressione, cioè la pressione esercitata sulla gamba in punti precisi.
La differenza tra classe 1 e classe 2 delle calze a compressione graduata
È questo dato che orienta la scelta, molto più del tessuto o dell’aspetto del prodotto. Per approfondire la compressione delle calze e capire quale compressione calze sanitarie valutare in base alle proprie esigenze, può essere utile la guida su classe 1 classe 2.

Cosa significano classe 1 e classe 2
Le calze a compressione graduata classe 1 esercitano in genere una pressione di 18-21 mmHg alla caviglia. Sono indicate per fastidi iniziali, prevenzione e disturbi lievi. Le calze a compressione di classe 2, invece, arrivano a 23-32 mmHg e rientrano più chiaramente nell’ambito del trattamento, soprattutto quando sono presenti varici o insufficienza venosa già valutate da un professionista.
La soglia dei 20 mmHg aiuta a capire la differenza. Sotto o intorno a questo valore si parla spesso di supporto o prevenzione. Al di sopra, il livello di compressione diventa più terapeutico. Per questo la scelta non va fatta solo in base alla sensazione di gamba pesante, ma considerando anche il quadro clinico e le diverse tipologie di calze elastiche disponibili.
Quanti mmHg hanno le calze elastiche di ogni classe
Questi valori descrivono la pressione reale esercitata sulla gamba e non hanno relazione con i denari o con lo spessore del filato.
Chi confronta le diverse tipologie deve tenere presente anche un aspetto pratico: più aumenta la compressione graduata, più le calze elastiche risultano impegnative da indossare. Questo incide molto nella scelta, soprattutto per anziani o persone con mobilità ridotta. Per capire meglio quando una compressione compresa tra 20 mmHg e 30 mmHg è indicata, si può consultare anche l’approfondimento su classe 2 compressione.
| Caratteristica | Classe 1 | Classe 2 |
| Pressione alla caviglia | 18-21 mmHg | 23-32 mmHg |
| Uso principale | Prevenzione e disturbi lievi | Trattamento clinico |
| Prescrizione medica | Non necessaria | Fortemente consigliata |
| Esempi di indicazione | Gambe pesanti, viaggi, gravidanza | Varici, insufficienza venosa, post-operatorio |
Come funziona la compressione graduata
La compressione graduata applica la pressione più alta alla caviglia e la riduce progressivamente risalendo la gamba. In genere si parte dal 100% alla caviglia, per scendere a circa il 70% sul polpaccio e al 40% verso la coscia. Questo meccanismo sostiene il ritorno venoso e aiuta il sangue a risalire verso il cuore in modo più efficiente.
La compressione delle calze può favorire un aumento della velocità del flusso venoso del 30-40% e contribuire a ridurre l’infiammazione della parete venosa. Per questo le calze a compressione graduata vengono usate sia nella prevenzione sia nel trattamento di disturbi circolatori, in base alla classe, alle tipologie di calze elastiche scelte e alla condizione di partenza.
Come orientare la scelta tra le diverse tipologie
Le calze a compressione graduata classe 1 sono spesso considerate adatte ai primi segnali di pesantezza, ai lunghi periodi in piedi, ai viaggi o alla gravidanza. La classe 2 richiede maggiore attenzione, perché entra più spesso nel percorso di trattamento dell’insufficienza venosa e di altri disturbi venosi più evidenti.
In pratica, quando ci si chiede quale compressione calze sanitarie scegliere, conviene valutare tre aspetti: il livello di compressione necessario, la tollerabilità nell’uso quotidiano e l’obiettivo reale, cioè prevenzione o trattamento. Se sono presenti varici, gonfiore persistente o altri segni di insufficienza venosa, un confronto medico resta il riferimento più prudente.
Quando usare calze a compressione di classe 1 o classe 2
La scelta non dipende dal modello o dal colore. Conta la condizione clinica.
Le calze a compressione graduata esercitano una pressione più alta alla caviglia e via via minore risalendo la gamba. Questa compressione graduata favorisce il ritorno venoso ed è utile quando compaiono sintomi come pesantezza, gonfiore o segni di insufficienza venosa.

Indicazioni per le calze elastiche di classe 1
La compressione graduata di classe 1 corrisponde in genere a 18-21 mmHg. Quando ci si chiede quanti mmHg siano adatti per le calze a compressione graduata, questo è il livello iniziale indicato nei disturbi lievi o nella prevenzione. Le calze elastiche di questa classe sono indicate quando non sono presenti patologie venose importanti già diagnosticate.
- Gambe pesanti e stanche: aiutano a ridurre l’affaticamento dopo molte ore in piedi o seduti.
- Lieve gonfiore alle caviglie: possono contenere un edema leggero, soprattutto a fine giornata.
- Viaggi lunghi: limitano il ristagno venoso durante spostamenti prolungati in aereo o in auto.
- Gravidanza senza patologie venose: offrono supporto alla circolazione in una fase in cui aumenta la pressione sulle vene.
Le calze elastiche compressive di questa classe sono spesso acquistabili senza prescrizione. In molti casi risultano anche più semplici da indossare. Per questo vengono scelte da chi si avvicina per la prima volta al trattamento con calze medicali.
Indicazioni per le calze a compressione di classe 2
Le calze di classe 1 e classe 2 hanno indicazioni nettamente diverse. La seconda classe è destinata a situazioni già valutate dal medico, con sintomi più marcati e bisogno di una compressione maggiore.
- Varici di media entità: sono indicate nel trattamento di varici evidenti.
- Insufficienza venosa cronica: aiutano a gestire edema ricorrente e disturbi persistenti.
- Prevenzione della trombosi: possono essere usate in pazienti a rischio o dopo interventi chirurgici vascolari.
- Post-operatorio e post-trombosi: sono utili dopo trombosi venosa profonda per ridurre il rischio di sindrome post-trombotica.
Le calze terapeutiche di classe 2 non eliminano le varici, ma aiutano a rallentare la progressione della malattia venosa. Nelle ulcere venose la compressione graduata resta un punto centrale del trattamento: senza un supporto adeguato, le recidive si verificano nel 70% dei casi.
Quando serve la prescrizione medica
Per legge, le calze terapeutiche di classe 1 in genere non richiedono prescrizione. Oltre i 20 mmHg, invece, è prudente e spesso necessario un parere medico. La scelta della classe, soprattutto per le calze terapeutiche di classe 2, va fatta dopo una valutazione clinica, perché non tutti i pazienti possono usare lo stesso livello di compressione.
Prima di iniziare il trattamento con calze a compressione graduata, è importante escludere patologie arteriose periferiche o un diabete avanzato. In questi casi le calze medicali, incluse quelle di seconda classe, possono essere controindicate.
Se i sintomi persistono o peggiorano nonostante l’uso di calze di classe 1, è utile rivolgersi al medico per valutare se passare alla classe 2 e verificare che la compressione scelta sia davvero adatta al quadro clinico.
Come scegliere le calze a compressione graduata giuste
Per una buona scelta contano tre aspetti: i sintomi e la loro entità, il modello adatto alla zona da trattare e la taglia corretta. Basta sbagliare uno di questi punti per ridurre la funzione del prodotto o rendere l'uso poco confortevole. Quando si parla di calze a compressione, quindi, non conta solo l'estetica.

Classe 1 o classe 2: come orientarsi nella scelta
Chi vuole sapere come scegliere le calze a compressione graduata dovrebbe partire da qui: la classe non si decide in modo casuale. Se non c'è ancora una diagnosi venosa, in genere si parte dalla classe 1. La classe 2 richiede invece più attenzione e andrebbe valutata con un medico o un farmacista.
- Prima esperienza: la classe 1 è spesso il punto di partenza più semplice, perché ha un livello di compressione più gestibile.
- Indicazione medica già ricevuta: se è stata prescritta una determinata classe, è bene rispettarla.
- Dubbio tra due opzioni: prima di acquistare calze elastiche a compressione oltre i 20 mmHg, serve un confronto con un professionista sanitario.
- Condizioni da controllare con attenzione: in presenza di diabete o problemi arteriosi, ogni scelta va condivisa con il medico, qualunque sia il livello di compressione.
Gambaletto, autoreggente e collant possono avere la stessa compressione graduata. Anche i denari non bastano per capire se un prodotto è adatto. Il riferimento utile è il valore in mmHg indicato dal produttore, perché è questo dato a definire il grado di compressione e la funzione delle calze terapeutiche e delle calze elastiche.
Modelli e materiali delle calze elastiche
Per scegliere le calze giuste bisogna considerare dove compare il disturbo. Il gambaletto è indicato quando il problema riguarda caviglia e polpaccio. L'autoreggente arriva fino alla coscia. Il collant copre tutta la gamba ed esiste anche in versione premaman. La punta aperta lascia più libertà alle dita e rende più facile controllare la pelle. La punta chiusa, invece, protegge meglio nelle stagioni fredde e può risultare più pratica nella routine quotidiana.
Anche i materiali fanno la differenza. La microfibra è spesso scelta per l'uso di tutti i giorni, perché è morbida e traspirante. Cotone e filo di Scozia sono adatti alle pelli sensibili. La lana è utile nei mesi freddi. Tra le calze elastiche contenitive pensate per taglie forti, modelli come le calze compressione classe 2 con banda dorsale integrata aiutano a distribuire la pressione in modo uniforme durante la giornata. Questo può ridurre il rischio che la calza scivoli o si arrotoli.
Come misurare la gamba per la taglia corretta
La misurazione va fatta al mattino, prima di alzarsi, quando il gonfiore è più contenuto. Altezza e peso non sono sufficienti. Servono misure precise da confrontare con la tabella del produttore. Una taglia sbagliata può compromettere comfort, tenuta e beneficio.
- Caviglia: si misura nel punto più stretto, appena sopra il malleolo.
- Polpaccio: si prende la circonferenza nel punto più ampio.
- Coscia: è una misura necessaria per autoreggenti e collant.
- Lunghezza della gamba: serve per capire quale modello sia davvero adatto.
Le calze elastiche contenitive e le calze a compressione non dovrebbero provocare dolore né lasciare segni profondi. Se compaiono formicolio, fastidio costante o difficoltà marcata nell'indossarle, è possibile che taglia o forza di compressione non siano corrette.
Domande frequenti
La differenza principale sta nel grado di compressione esercitato sulla gamba. Le calze elastiche di classe 1 applicano una compressione alla caviglia di 18-21 mmHg e sono usate soprattutto in caso di disturbi lievi, come gambe pesanti, lieve gonfiore o prevenzione durante lunghi viaggi. Le calze terapeutiche di classe 2 arrivano invece a 23-32 mmHg e sono più adatte quando sono presenti varici, insufficienza venosa o situazioni che richiedono un supporto più deciso.
No, non sempre. In generale, le calze terapeutiche di classe 2 non richiedono obbligatoriamente una prescrizione. Però è prudente chiedere un parere medico prima dell'acquisto, perché questa fascia di compressione può essere controindicata in alcune condizioni. Prima di iniziare l'uso, è importante escludere situazioni che possono rendere le calze elastiche inadatte, come patologie arteriose periferiche, diabete avanzato o infezioni cutanee.
Una calza a compressione ben scelta non dovrebbe causare dolore, formicolii o segni profondi sulla pelle. Di solito si nota una riduzione del gonfiore e una sensazione di maggiore leggerezza nel corso della giornata. Se invece compaiono fastidi, peggiorano i sintomi oppure il sostegno sembra eccessivo o insufficiente, conviene controllare taglia, modello e grado di compressione. In questi casi, la scelta va rivalutata con un professionista.