Come scegliere il grado di compressione delle calze a compressione graduata

Pubblicato da Calzeperpassione il 29/05/2026 02:38 e modificato il 29/05/2026 06:47.

Capire come scegliere il grado di compressione delle calze non è sempre immediato. Tra livelli di compressione, classe di compressione, misura e indicazioni cliniche, è facile fare confusione. Questa guida aiuta a leggere correttamente i valori in mmHg delle calze e a capire quando una semplice prevenzione basta e quando, invece, serve una prescrizione.

I livelli di compressione graduata e le classi in mmHg

Le calze a compressione non esercitano tutte la stessa pressione. Per questo le calze a compressione graduata vanno scelte con attenzione, soprattutto in presenza di varici, edema o insufficienza venosa.

Calze a compressione graduata stese su tavolo in tessuto beige, righello a visualizzare la compressione in mmHg, con biglietto che legge “Compressione graduata in mmHg”

Cosa significa mmHg nelle calze elastiche

Il valore mmHg, cioè millimetri di mercurio, è l’unità di misura usata per definire i livelli di compressione delle calze. Non indica lo spessore del tessuto, ma la pressione reale esercitata sulla gamba. Due calze elastiche simili alla vista possono quindi avere una compressione molto diversa.

La compressione graduata è studiata per applicare la pressione massima alla caviglia e ridurla progressivamente verso il polpaccio e la coscia. Questo schema favorisce il ritorno venoso, sostiene le vene e aiuta a limitare il ristagno di sangue. È il principio alla base dell’uso delle calze a compressione nei disturbi della circolazione venosa.

Tabella dei livelli di compressione calze

La tabella seguente riassume i principali intervalli di pressione, la relativa classe di compressione e i casi in cui può essere richiesta una prescrizione.

Livello Pressione (mmHg) Classe europea Indicazioni principali Prescrizione richiesta
Leggera 8–15 mmHg Prevenzione della stanchezza, molte ore in piedi No
Moderata 15–20 mmHg Classe 1 (18–21) Disturbi lievi, viaggi, gravidanza No
Medio-alta 20–30 mmHg Classe 2 (23–32) Varici, insufficienza venosa cronica
Alta 30–40 mmHg Classe 3 (34–46) Ulcere venose, edema importante, sindrome post-trombotica
Molto alta 40–50 mmHg Classe 4 (>49) Linfedema severo, condizioni specialistiche Sì, specialistica

Come leggere la differenza tra classe 1 e classe 2 di compressione

La differenza tra una classe e l’altra non è solo numerica. Cambia l’indicazione d’uso, e cambia anche il margine di sicurezza: una pressione più alta richiede una valutazione medica più attenta.

La classe 1, che comprende valori intorno a 20 mmHg, è usata soprattutto per prevenzione, fastidi leggeri, primi segni di pesantezza o lieve edema, anche in gravidanza. In questi casi le calze a compressione graduata possono dare sostegno nella vita quotidiana, durante i viaggi o quando si resta in piedi a lungo.

La classe 2 sale verso 30 mmHg ed è destinata a situazioni più definite sul piano clinico, come insufficienza venosa cronica, varici più evidenti o trattamento dopo procedure specifiche. Qui la prescrizione è importante, perché una compressione più intensa non va scelta senza una valutazione medica e senza una corretta misura.

In caso di dubbi, è sempre utile confrontarsi con il medico prima di scegliere la classe di compressione.

Come scegliere le calze a compressione giuste per ogni esigenza

La scelta delle calze a compressione non parte dal modello, ma dalla situazione reale: perché servono, qual è la condizione delle gambe e quale livello di compressione è adatto. Quando si superano i 20 mmHg, il parere medico e l’eventuale prescrizione diventano essenziali.

Medico con mascherina misura la gamba di una paziente con un nastro misuratore, in ambiente clinico. come scegliere il grado di compressione delle calze.

Compressione per prevenzione, viaggi e attività quotidiana

Quando non ci sono patologie venose diagnosticate, le calze a compressione graduata tra 8 e 20 mmHg coprono la maggior parte degli usi quotidiani. In questa fascia, di solito, non serve una prescrizione. Conta però scegliere la misura giusta e valutare bene l’uso previsto.

  • Lavori svolti in piedi: per chi passa molte ore fermo, come commessi, insegnanti o operatori sanitari, una compressione leggera tra 8 e 15 mmHg può ridurre pesantezza e affaticamento a fine giornata.
  • Viaggi lunghi e voli: le calze a compressione graduata da 15 a 20 mmHg aiutano a sostenere il ritorno venoso e a ridurre il rischio di trombosi venosa profonda nei soggetti senza problemi venosi noti, soprattutto durante tratte lunghe.
  • Gravidanza e attività sportiva: in gravidanza, una compressione moderata tra 15 e 20 mmHg può aiutare a contenere gonfiore, edema e comparsa di varici. Nello sport, molte persone usano calze compressive per favorire il recupero e sostenere la circolazione.

Già nelle prime ore si può notare una riduzione del gonfiore e un senso di maggiore leggerezza.

Quando serve prescrizione medica per la compressione

Le indicazioni cliniche diventano centrali quando si supera la soglia dei 20 mmHg. In presenza di vene varicose evidenti, varici diffuse, edema moderato o grave, gestione post-operatoria o sospetta insufficienza venosa, è necessario un consulto con lo specialista. Flebologo o angiologo possono definire la misura, il livello corretto di compressione graduata e l’eventuale prescrizione, spesso dopo una valutazione clinica supportata da ecocolordoppler.

Gli studi mostrano che la compressione graduata può aumentare la velocità del flusso venoso del 30–40% e ridurre l’infiammazione della parete venosa. Il beneficio, però, dipende dalla scelta giusta. Una compressione troppo bassa può essere insufficiente. Una troppo elevata, se non indicata, può peggiorare la condizione o risultare mal tollerata. Per orientarsi tra 20 mmHg e 30 mmHg, con indicazioni, misure e criteri di utilizzo, è utile consultare la guida dedicata alla compressione graduata 20-30.

Controindicazioni e situazioni da valutare con il medico

Le calze compressive non sono adatte a tutti. Prima di usare calze a compressione o calze a compressione graduata più sostenute, serve prudenza in presenza di insufficienza arteriosa periferica, arteriopatia severa, neuropatia periferica, insufficienza cardiaca congestizia non controllata, infezioni cutanee acute o dermatiti essudative.

Anche alcuni segnali meritano attenzione: dolore durante l’indossamento, piedi freddi, alterazioni del colore della pelle, scarsa irrorazione o familiarità per trombosi venosa. In questi casi, la valutazione medica è necessaria prima di iniziare.

Per scegliere le calze con maggiore sicurezza, conviene partire da tre elementi: motivo d’uso, livello di compressione e misure prese con precisione.

Misurazioni, modelli e uso corretto delle calze elastiche

Scegliere il livello di compressione corretto è importante, ma da solo non basta. Perché la compressione graduata funzioni davvero, serve anche la taglia giusta. Una calza troppo larga perde efficacia. Una troppo stretta può risultare fastidiosa e distribuire male la pressione. Per questo, nelle calze elastiche a compressione graduata, la misura è sempre parte della terapia o della prevenzione.

Donna seduta sul letto misura una caviglia con metri a nastro; tema: come scegliere il grado di compressione delle calze.

Come prendere le misure per calze a compressione

Capire come prendere misure calze è il primo passo per ottenere la giusta compressione. Le rilevazioni vanno fatte al mattino, appena alzati, quando la gamba è meno gonfia e le misure risultano più affidabili.

In pratica, occorre misurare la circonferenza della caviglia nel punto più stretto, appena sopra i malleoli, poi quella del polpaccio nel suo punto più ampio. Va misurata anche la lunghezza della gamba fino a circa due dita sotto il ginocchio, soprattutto se si stanno valutando gambaletti o altre calze compressive al ginocchio. Una misura presa con attenzione aiuta a evitare errori frequenti quando si deve scegliere la taglia giusta.

Calze a compressione modelli e taglie: quale soluzione valutare

I modelli e le taglie delle calze a compressione cambiano in base all’estensione del disturbo, alle abitudini quotidiane e alla vestibilità desiderata. La scelta va fatta considerando area da trattare, comfort e grado di compressione consigliato.

  • Gambaletti: arrivano sotto il ginocchio e rappresentano una delle soluzioni più usate. Sono pratici da indossare ogni giorno e discreti sotto i pantaloni.
  • Autoreggenti: salgono fino alla coscia e hanno una banda in silicone per restare stabili. Possono essere utili quando si preferisce evitare il collant intero.
  • Collant interi e monocollant: i collant distribuiscono la compressione su entrambe le gambe; il monocollant può essere indicato quando il problema interessa un solo arto o in caso di linfedema asimmetrico.

Per scegliere la taglia giusta, è sempre bene confrontare le proprie misure con la tabella del produttore. Le scale taglie non sono identiche per tutte le calze elastiche a compressione. Se ci si trova tra due taglie, conviene valutare con attenzione quale garantisca aderenza corretta, comfort e mantenimento del corretto livello di compressione.

Esistono anche soluzioni calibrate per forme più morbide o per taglie ampie. In questi casi, una linea dedicata aiuta a mantenere una compressione graduata uniforme senza costrizioni inutili. Un esempio è il collant compressione 140, realizzato in 140 denari con grado di compressione terapeutico da 18–22 mmHg e struttura calibrata per taglie ampie, con corpino e banda dorsale integrata.

Uso corretto delle calze elastiche e segnali da non trascurare

Le calze a compressione si indossano preferibilmente al mattino. Il tessuto va raccolto fino alla punta del piede e fatto risalire poco alla volta, senza tirare in modo brusco e senza creare pieghe. Una superficie uniforme aiuta le calze elastiche a esercitare la pressione nel modo previsto.

In generale, le calze elastiche a compressione graduata vanno tolte la sera e non si usano durante la notte, salvo diversa indicazione medica. Anche la manutenzione conta. Un lavaggio delicato e l’asciugatura all’aria aiutano a conservare l’elasticità e quindi la qualità della compressione nel tempo.

Ci sono poi alcuni segnali utili da osservare. Se le calze a compressione lasciano solchi molto marcati, provocano dolore o risultano difficili da tollerare, può esserci un problema di taglia giusta, di misura rilevata in modo non corretto o di livello di compressione non adatto. In questi casi è utile ricontrollare come sono state prese le misure e, se necessario, confrontarsi con un medico o un farmacista.

Per orientarsi meglio nella scelta della giusta compressione, è disponibile questo approfondimento sul grado compressione calze.

Domande frequenti

La classe 1, in genere tra 18 e 21 mmHg, è usata per disturbi lievi e per la prevenzione: gambe pesanti, gonfiore leggero, primi segni di insufficienza venosa o lunghi viaggi. In molti casi si può acquistare senza prescrizione. La classe 2, in genere tra 23 e 32 mmHg, ha una compressione più intensa ed è indicata per problemi più evidenti, come vene varicose, varici di media entità o insufficienza venosa già diagnosticata. Può essere utile anche dopo alcuni interventi. In questo caso la prescrizione o almeno una valutazione medica è importante, perché una compressione superiore scelta senza criterio non aiuta le vene e può risultare scomoda o inadeguata.

Per scegliere la taglia giusta non basta affidarsi alla taglia abituale dei collant o dei calzini: la misura è il parametro che conta di più. Le calze a compressione devono aderire bene, senza stringere in modo scorretto. La misura va presa al mattino, quando l'edema o il gonfiore sono minimi, rilevando caviglia, polpaccio e lunghezza della gamba. Poi occorre confrontare i valori con la tabella del marchio scelto, perché le vestibilità possono cambiare. Se ci sono dubbi, il supporto di un farmacista o di personale sanitario è il modo più sicuro per trovare la taglia davvero adatta al proprio caso.

Il valore espresso in mmHg indica la pressione che le calze a compressione graduata esercitano alla caviglia. Da lì, la pressione diminuisce gradualmente verso l'alto secondo il principio della compressione graduata. Un livello di 20 mmHg segna spesso il passaggio tra uso preventivo e uso terapeutico. Un livello di 30 mmHg riguarda invece situazioni più impegnative, come varici avanzate, edema importante o altre manifestazioni legate all'insufficienza venosa.